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Fondazione Corrado Alvaro, slitta il Consiglio di amministrazione: la Prefettura chiede un passaggio preliminare

Si allungano i tempi per la definizione della vicenda che coinvolge la Fondazione Corrado Alvaro. La riunione del Consiglio di amministrazione prevista il 19 giugno è stata infatti rinviata dopo una nota inviata dalla Prefettura di Reggio Calabria al presidente Franco Arcidiaco.

Nella comunicazione, trasmessa il giorno precedente all’incontro, la Prefettura ha evidenziato la necessità di un passaggio preliminare legato alla recente decisione del Tar. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dall’ex presidente Santo Morace e dall’ex vicepresidente Giuseppe Perna contro il decreto che aveva disposto lo scioglimento del precedente CdA.

Secondo l’orientamento espresso dall’ufficio governativo, prima di procedere con ulteriori deliberazioni occorre affrontare formalmente gli effetti della sentenza. Tra le questioni da approfondire figurano la composizione dell’organo amministrativo, l’efficacia delle norme statutarie attualmente vigenti e la legittimità dell’attuale assetto di vertice della Fondazione. La Prefettura ritiene inoltre che spetti alla stessa amministrazione dare attuazione concreta alle indicazioni contenute nella pronuncia del Tribunale amministrativo.

La sentenza ha dichiarato inammissibili alcune contestazioni relative alle modifiche dello statuto approvate durante la gestione commissariale, ma ha contemporaneamente eliminato gli effetti prodotti da tali variazioni e dalla loro registrazione nel registro delle persone giuridiche. Una decisione che rende necessario l’avvio di ulteriori verifiche e adempimenti amministrativi.

A chiarire le ragioni dello stop è stato Arcidiaco, il quale ha spiegato che la convocazione del Consiglio sarebbe partita da Santo Morace e non dall’attuale presidente. Un aspetto che, a suo giudizio, potrebbe configurare un problema sotto il profilo procedurale e che ha suggerito di attendere il parere dei consulenti legali prima di assumere qualsiasi decisione.

Lo stesso Arcidiaco ha però ridimensionato l’ipotesi di contrasti con l’ex presidente, affermando di non avere obiezioni a un eventuale ritorno di Morace alla guida dell’ente e accogliendo con favore la sentenza che ha annullato il provvedimento prefettizio impugnato dagli ex amministratori.

L’eventuale reinsediamento del precedente Consiglio di amministrazione resta quindi una prospettiva concreta, anche se al momento rinviata. Nel dibattito continua però a emergere il tema del ruolo della Prefettura: da una parte c’è chi considera il suo intervento indispensabile per garantire la correttezza dell’iter amministrativo, dall’altra chi ritiene che la sua presenza stia incidendo in maniera significativa su una situazione già particolarmente complessa.

Si è conclusa intanto senza conseguenze pratiche anche la procedura avviata davanti al Consiglio di Stato da Giuseppe Strangio, ex componente del CdA sciolto. Il ricorso è stato dichiarato improcedibile poiché riguardava il medesimo decreto già esaminato dal Tar. In attesa dei prossimi passaggi istituzionali, la vicenda continua a mantenere alta l’attenzione nel territorio.

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