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In libreria “Donne contro la guerra”, antologia fotografica di Pino Bertelli edita da Cine Sud

Un’opera che unisce fotografia e coscienza

“…ricordare che la bellezza e la giustizia di un mondo diverso è possibile”. È tutto in questo minuscolo, possente, programma di condotta umana il senso trasparente dell’antologia fotografica di Pino Bertelli “Donne contro la guerra” che esce in queste ore per CineSud edizioni. La frase-manifesto è di Paola Grillo, la documentalista compagna di vita e di idee di Bertelli, tratta dall’introduzione all’opera che riassume in meno di duecento pagine – una pagina, uno scatto – venticinque anni di libri fotografici pubblicati da Pino Bertelli, come d’altra parte è ricordato nel sottotitolo: “ritratti di Maddalene Ribelli e Cantadoras – antologica 1999/2025”. Bertelli è un grande della fotografia italiana – innumerevoli i riconoscimenti attribuiti, molte sue opere in prestigiose collezioni private e pubbliche – , oltre che scrittore, critico cinematografico,
Le “Maddalene”, racconta nella prefazione Moni Ovadia, sono “donne che hanno attraversato la vita incontrando dolore e difficoltà, situazioni drammatiche, contesti esistenziali difficili”: genocidi, carestie, fame, violenza e soprusi di ogni genere, in ogni parte del mondo dove la guerra ha calpestato diritti e dignità. In comune, al netto dell’individuale inesprimibile intima esperienza di vita, hanno lo sguardo che guarda fisso l’obiettivo – l’occhio di Bertelli – per dire al mondo la fiera compostezza del loro esistere di donne nonostante tutta la bruttura, l’ingiustizia, la sopraffazione che le hanno toccate.
Non è, non può essere, testimonianza di resa, né resoconto di immobile sofferenza cristallizzata nel tempo e nel luogo, che sia il Brasile del Mato Grosso o il Sahrawi o altro sito dove Pino (con Paola) ha esercitato la sua militante urgenza di artista fotografo: in Africa, America latina, Iraq, Chernobyl, Palestina, ma anche le città porto del Mediterraneo, anche le isole dell’Arcipelago toscano, la Calabria. Si chiude, l’intenso piano sequenza fotografico, con la “maschera identitaria” della nativa d’America e si chiude con “L’utopia innocente” di Alice nel Paese delle Meraviglie, appunto per suggerire che “la bellezza e la giustizia di un mondo diverso è possibile”. Come pensa – e ha scritto – Bertelli: “Se il sogno di pace, libertà, giustizia è di uno solo, resta un sogno, se è il sogno di tanti diventa storia!”.
“Donne contro la guerra” è pubblicato a Catanzaro, per il mondo intero, da Cine Sud di Francesco Mazza: “Questa nuova creatura – scrive l’editore nella presentazione del volume – nasce  dalla volontà di dare voce a chi lotta per la pace, la dignità e i diritti fondamentali. È una proposta editoriale in piccola edizione, sostenuta dall’amicizia tra culture diverse, unite dalla convinzione che il dissenso possa essere un’arma per costruire il domani”.
Una parte dell’edizione va a sostegno di SOS Palestina/CIVG (Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia) di Torino per i suoi progetti di solidarietà con le donne e i bambini della Palestina.

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