È MORTO MELO FRENI, VIVONO LE OPERE SUE
A casa Freni, a pochi passi dal lungomare di Terme Vigliatore, sulle pareti giaccio istantanee,...

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Dal 29 agosto 17ª rassegna ideata dalla genialità di Antonio Sorace e Andreina de Tomassi
da Giornalistitalia.it
“Arte, Territorio, Comunità” saranno, come sempre, al centro della 17ª edizione della “Land Art al Furlo” in programma, dal 29 agosto al 6 settembre, al Parco delle Sculture di Sant’Anna (aperto tutto l’anno).
La rassegna internazionale organizzata dalla Casa degli Artisti nella Riserva naturale della Gola del Furlo. Si rinnova, quindi, la sfida vinta dalla straordinaria coppia di ideatori, promotori, finanziatori, esecutori e gestori del progetto, la giornalista Andreina de Tomassi e lo scultore e fotoreporter Antonio Sorace, che, dal 2010, assieme ad alcuni amici, radunano quanti hanno «voglia di mettersi in gioco, non stare a guardare come va il mondo, ma contribuire al suo, al nostro, cambiamento».
«Quest’appuntamento di fine estate – spiega Andreina de Tomassi – è diventato un piccolo rito d’affetto: arrivano artisti, amici, sconosciuti, tutti immersi in un luogo magico e selvaggio.
Il Furlo è un luogo dell’anima, e chi arriva, e sente questa sensazione, entra subito a far parte della nostra Comunità.
“Tutto ruota”, l’opera realizzata da Antonio Sorace in omaggio al Giro d’Italia 2023 che ha fatto tappa a Fossombrone
Diciassette anni di attività artistica sul territorio, il Parco sempre aperto, sempre libero, con una proposta culturale unica nelle Marche, ha trovato la riconoscenza della gente che ci ha premiato con il passaparola, come un tam-tam, un invito allo stupore per andare a perlustrare un posto segreto. Siamo oramai conosciuti, ma sempre “segreti”, duecento opere da riscoprire ogni volta».
Succede, oramai per tutto l’anno, ogni giorno arriva una scolaresca, un gruppo in bici, famiglie con bambini, moltissimi gli stranieri (da quando la Land Art del Furlo è sulla guida Lonely Planet), e ogni volta vince la meraviglia, che è alla base dell’atto artistico.
Quest’anno, i nuovi lavori che andranno a implementare il Parco, già ricco di oltre duecento opere, susciteranno molto interesse. Per la Giuria (il curatore Andrea Baffoni, il vicepresidente Elvio Moretti, la cofondatrice Andreina de Tomassi) la scelta è stata difficile. Era stato chiesto agli artisti di portare un materiale non deperibile, possibilmente sculture alte più di due metri.
«Sono giunte molte proposte, dopo che l’anno scorso – ricorda de Tomassi – eravamo stati fermi per dare avvio ai lavori di restauro. Ma la scelta ha seguito la strada della differenza delle tecniche». Ecco Alberto Brutti che ha scelto di presentare una scultura in corten, Marina Benedetti, artista esperta in vetro fusione, che per la prima volta installerà un totem quasi tutto in vetro, Mario Naccarato, che ha già due opere in permanenza, e si cimenta con il mondo delle resine.
Ci saranno opere che desteranno molte curiosità, come quella di Antonio Sorace (il fondatore della Casa degli Artisti), che ha dato un titolo sibillino: “Mettiamoci una pietra sopra”, o il totem di Carla Sello, docente e artista giramondo, che proporrà una stele giocosa tutta in plastica riciclata. Ci saranno i Dragoni della memoria lunghi venti metri, opera collettiva in ferro e ceramiche, elaborata dallo scultore cagliese Valfrido Gazzetti.
A tutto mosaico saranno le opere di Cristina Cucchi (di “Mosaichiamo la città”) con la pittrice Maria Grazia Focanti, già presente con una pedana nel Cammino di Sant’Anna. Dalla Tunisia arrivano Bady Essid Jaballah e Karim Kraiem per un mosaico a tutto tondo. Ancora mosaico, ma astratto quello dei beniamini Michele Picone e Katia Grasso.
La carta è invece la protagonista di due opere: un’installazione che racconta la tesi di laurea di Rosati§Kostic, (è la settima tesi che ci dedicano) neoarchitetti del Politecnico milanese che hanno dedicato il loro lavoro alla Casa degli Artisti e alle sue architetture di inizio Novecento. L’altro lavoro, si intitola “Metro cubo” e raccoglie tutta la vita di una professoressa di Matematica e artista, Rosapia Lalli, che andata in pensione, ha costruito un sacello con centinaia di libri. Non mancherà un’opera di Land Art con le bobine riciclate, avvolte nell’edera di Andrea Scarpellini. Per concludere, un intenso lavoro di Marco Mariucci e Giulietta Mastroianni: una pedana in gres porcellanato dedicata alla tragedia di Gaza.
Nel giorno di apertura, oltre alla visita guidata alle opere nuove (sabato 29 agosto alle ore 16,30 o, in caso di pioggia, domenica 30 agosto), verranno presentati da Elvio Moretti due volumi: uno illustra le due edizioni di Land Art alla Ginestra di Passo del Furlo, l’altro, raccoglie tutte le 100 opere del Cammino di Sant’Anna, la cui chiusura, dopo 5 anni di lavori, fu il felice evento di Pesaro ’24. (giornalistitalia.it)
Alberto Brutti, Marina Benedetti, Mario Naccarato, Antonio Sorace, Carla Sello, Valfrido Gazzetti, Cristina Cucchi e Maria Grazia Focanti, Bady Essid Jaballah e Karim Kraiem, Michele Picone e Katia Grasso, Ana Kostic e Valerio Rosati, Rosapia Lalli, Andrea Scarpellini, Marco Mariucci e Giulietta Mastroianni.
È un parco-museo a cielo aperto situato nella Riserva Naturale della Gola del Furlo (Pesaro Urbino), nelle Marche. Attraverso 16 edizioni della Land Art al Furlo ha permesso la realizzazione di oltre 600 installazioni artistiche, mosaici, sculture e opere site-specific che dialogano con la natura circostante, trasformando il bosco di Sant’Anna in un percorso d’arte contemporanea sostenibile e accessibile. Alla Land Art al Furlo è stato assegnato dal Ministero della Cultura il titolo di Luogo del Contemporaneo; è stata premiata l’attività della Casa degli Artisti con il Premio Metauro e nel 2019 i suoi promotori, Andreina De Tomassi e Antonio Sorace, sono stati insigniti dal Premio Rotondi, quali “salvatori dell’arte”.
