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Lo sguardo di Gaudì come frontiera educativa. Conclusa la tre giorni su crescita e formazione all’orto sociale Eco-Parco di Pellaro 

“La speranza muove lo sguardo del maestro che riconosce nel singolo bambino una promessa di bene”: la mostra sulle scuole provvisorie ideate da Antonì Gaudìè stata al centro della tre giorni sull’educazione organizzata lo scorso weekend all’orto sociale Eco-Parco di Pellaro dalla cooperativa “Insieme per Fare” e dalle associazioni di promozione sociale “Espero” e “Casa comune”.

Basata sugli studi della prof.ssa Chiara Curti, unica donna italiana ad aver lavorato alla Sagrada Familia, la mostra è stata l’occasione per scoprire quanto il cantiere della Cattedrale sia stato vissuto dall’uomo Gaudì, dichiarato Venerabile da papa Francesco nel 2025, come un cantiere di relazioni in cui ciascuno fosse messo nelle condizioni di dare il meglio di sé.

In questa visione rientrano le scuole provvisorie, realizzate per i figli degli operai, in cui poter imparare a partire dalle esperienze pratiche: lo stesso Gaudì progettava a partire da strutture con corde sospese, a cui appendeva pesi nei punti strutturali, che poi capovolgeva in modo che la gravità distribuisse il peso e la struttura assumesse naturalmente la forma, spesso curva, di miglior equilibrio. Nelle scuole provvisorie si faceva ginnastica, come nelle scuole per ricchi, e si allenava l’immaginazione: i bambini giocavano nella cattedrale in costruzione, e nel 1911 hanno piantato 52 alberi nei punti in cui oggi sorgono le colonne della navata centrale. Gaudì aiutava a coltivare il futuro: le aule della scuola sorgevano proprio nell’area della facciata della Gloria, la cui torre è stata benedetta da papa Leone XIV mercoledì 10 giugno, oltre 150 anni dopo l’inizio del cantiere.

Un cantiere in cui gli anziani avevano il compito di portare l’acqua ai lavoratori più giovani e le facciate venivano rifinite subito nei dettagli, per dare lo slancio a continuare la costruzione. «È lo sguardo in avanti che ci fa portare a termine qualsiasi compito, e gli adulti hanno il compito di mostrare che conviene crescere, che espandere la vita in qualcosa di più grande fa diventare grandi» ha sottolineato il curatore della mostra Lorenzo Belli de “La Nave di Telemaco”, una delle oltre 200 organizzazioni del terzo settore che compongono l’Aps “Santa Caterina da Siena”, di cui l’aps “Espero” è il nodo calabrese. La mostra principale è stata affiancata da una versione per bambini curata dalle educatrici di “Insieme per Fare” e da un’esperienza con giochi digitali interattivi progettata e realizzata dagli studenti del plesso Lazzarino dell’Istituto di S.Stefano d’Aspromonte coordinati dalle educatrici di “Espero” nell’ambito del progetto “Inside Out”.

Durante il talk di venerdì pomeriggio, “Camminiamo insieme verso un magico dono, mossi da uno sguardo”, il dirigente IC “Catanoso-De Gasperi-San Sperato-Cardeto” Marco Geria, le docenti IC “Falcomatà-Archi” Debora Ricciardi e Francesca De Luca e la coordinatrice pedagogica Carmen Logiudice, moderati da Lucrezia Laganà, docente Liceo “Campanella-Preti-Frangipane”, hanno discusso sulla necessità di uno sguardo educativo che accompagni ragazzi e ragazze specialmente nelle esperienze di aiuto allo studio e di misure alternative alla sospensione scolastica.

Sabato pomeriggio, nel corso dell’incontro “Costruire è educare”, il presidente della Federazione Centri di Solidarietà Enrico Tiozzo Bon e il presidente della cooperativa Dives Giuseppe Salcuni.si sono confrontati con i rappresentanti delle “squadrette di lavoro”, Rita Chirico e Davide Donato, esperienze in cui la cucina e la manutenzione diventano cantieri educativi in cui accogliere persone in difficoltà.

Anche l’orto sociale EcoParco è un cantiere in corso: «I bambini dopo la pandemia avevano difficoltà a riconoscere e conoscere i fiori» ricorda Antonella Donato, presidente di “Insieme per Fare”. Da questa esigenza, un terreno abbandonato è diventato uno spazio di convivialità, in cui l’orto sociale, il sistema di riciclo delle acque, le costruzioni con materiali di riutilizzo servono a costruire futuro.

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