Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È in un anonimo mercoledì, della terza decade di luglio, in questo nostro 2025, che l’Ordine dei Giornalisti della Calabria prende carta e penna e scrive. Facendo chiarezza.
Il fatto è accaduto, anzi, sarebbe accaduto, in riva allo Stretto, in quella Reggio Calabria che vive, costantemente, sul filo della campagna elettorale. E lasciandosi abbagliare da “non problemi” dimentica, abbandona, lascia insoluti i veri, e tanti, civici quesiti che pretendono risposta, immediata. Risposta e soluzione, ovviamente.
Tal “non problema”, come fra qualche rigo leggeremo nel comunicato diramato dall’Ordine, che integralmente riportiamo, riguarda i giornalisti degli Uffici stampa di Comune e Città Metropolitana che nonostante sia stata verificata la correttezza formale delle procedure che hanno portato nel 2024 due giornalisti ad entrare nell’Ufficio stampa a seguito di scorrimento della graduatoria relativa al concorso a suo tempo bandito, continuano a essere oggetto di ombre e dubbi generici correlati ad una, vera o presunta, vicinanza degli stessi al sindaco Falcomatà.
Ora, senza volere alimentare polemiche, corre, a noi, l’obbligo di sottolineare che i componenti l’Ufficio Stampa del Comune non son figuri agli ordini di questo o quel politico. Sono, ci rammenta l’Ordine dei Giornalisti, pubblici funzionari a servizio delle Istituzioni. Non vanno, insomma, confusi, con quelli che hanno incarichi fiduciari legati a singoli esponenti politici.
Insomma, per farla breve, per non rubar spazio e tempo al comunicato dell’Ordine, spontanea sorge la domanda: ai giornalisti, di indubbia professionalità, facenti parte dell’Ufficio Stampa del Comune o della Città Metropolitana, si rivolgono, per le esigenze di loro competenza, i consiglieri, rappresentanti del popolo, d’ogni partito d’ogni politica parte? Perché, a noi, sta venendo il dubbio che qualcuno, mentre è intento a cercar pulci fra i capelli del Sindaco, rischia, preso dall’entusiasmo, di commettere una sorta di… abuso d’ufficio all’incontrario! E cioè: piuttosto che sfruttare coloro che, in quanto impiegati (e i giornalisti di un Ufficio Stampa comunale lo sono), vengono dallo Stato salariati, fa da sé, sminuendo – offendendo, e ce ne assumiamo la responsabilità del termine – il lavoro e la professionalità di Uomini e Donne chiamati a svolgere un delicatissimo servizio nelle bollenti stanze di Enti che, per antonomasia, son produttori di polemiche, confusioni, urla, attacchi politici e personali…
Anche perché, anche se la maggioranza che governa la Città Metropolitana tua ti sta proprio antipatica, tu, Consigliere Comunale/Metropolitano eletto, non dovresti alimentare incendi politici sfruttando i sacrifici di chi ha sudato le cosiddette sette camicie per guadagnarsi un titolo ed una lavorativa posizione.
A maggior ragione ora, che a chiarirti le idee è l’oggettivo Ordine dei Giornalisti della Calabria.
Ed ecco il comunicato dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, oggi diramato:
Capita sempre più frequentemente che, nell’ambito della normale dialettica interna a un Ente pubblico, il ruolo svolto dai giornalisti degli Uffici Stampa venga confuso e sovrapposto alle posizioni delle maggioranze politiche che governano gli stessi Enti. Tanto da coinvolgere i giornalisti degli Uffici stampa negli attacchi e nelle critiche di natura politica che, legittimamente, rappresentanti delle diverse minoranze ritengono di esprimere. Un caso di scuola si registra negli ultimi mesi e nelle ultime settimane a Reggio Calabria dove è in atto un’aspra polemica tra la minoranza presente in Consiglio Metropolitano e la maggioranza che governa: materia del contendere sono i concorsi pubblici recentemente banditi dalla Città Metropolitana rispetto ai quali la minoranza solleva una serie di dubbi riguardo a tempistica ed opportunità. Fin qui si resta nella normale, democratica e fisiologica dialettica politica che resta il “sale” del contradditorio tra forze contrapposte e anche elemento essenziale di confronto e di trasparenza. Ciò che invece lascia perplessi è il fatto che, nell’ambito della polemica stessa, si coinvolgano i giornalisti degli Uffici stampa di Comune e Città Metropolitana continuando, nonostante sia stata verificata la correttezza formale delle procedure che hanno portato nel 2024 due giornalisti ad entrare nell’Ufficio stampa a seguito di scorrimento della graduatoria relativa al concorso a suo tempo bandito, a gettare ombre e dubbi generici correlati ad una, vera o presunta, vicinanza degli stessi al sindaco Falcomatà. Giova ricordare che gli Uffici Stampa pubblici sono assoggettati alle norme della legge 150 del 2000 e che i giornalisti degli stessi Uffici, diversamente da quelli che hanno incarichi fiduciari legati a singoli esponenti politici, sono professionisti a servizio della Istituzione e non solo di chi la governa; ne discende che, nel caso di specie, i professionisti dell’Ufficio stampa del Comune di Reggio e della Città Metropolitana svolgono un fondamentale lavoro di informazione istituzionale a favore non solo del Sindaco e della Giunta ma anche dei vari consiglieri, di maggioranza e di minoranza. E lo fanno sulla base della legge già richiamata e dei propri doveri fissati nel codice deontologico dell’Ordine. Mettere in dubbio la loro professionalità, sulla base di valutazioni di natura “politica”, danneggia l’immagine pubblica degli stessi ed anche delle Amministrazioni interessate. L’Ordine dei Giornalisti della Calabria si augura che, nell’ambito delle pur fisiologiche, inevitabili e molto spesso utili polemiche politiche, si tengano fuori d’ora in avanti i professionisti dell’informazione che lavorano negli Uffici Stampa e che, giova ribadirlo, sono nella fattispecie pubblici funzionari a servizio delle Istituzioni e non dei “supporter” legati al carro di questo o quel rappresentante politico.
