Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

Doris Lessing, scrittrice britannica e premio Nobel per la letteratura 2007, riteneva che non c’è dubbio: la narrativa fa un lavoro migliore della verità.
Tal concetto, concepito oltremanica, appare quanto mai utile per descrivere l’agire di tanti che, professandosi visceralmente innamorati della Reggio Calabria nostra, fan di tutto per far sapere, a chi a Reggio Calabria non abita o non conosce, che è una Città, oseremmo semplificare, inadatta e inutile per un qualsiasi essere umano. Sia esso bipede, come l’uomo, o quadrupede, come, per esempio, un cagnolino!
Poi, però, inaspettatamente, appare, su Vanity Fair, un articolo, datato quattordici d’ottobre dell’Anno del Signore 2025. Il titolo è così concepito: Dove andare per il Ponte dell’Immacolata 2025: 13 weekend bellissimi. 13 proposte da prenotare subito per partire a dicembre e inaugurare le vacanze invernali: sci, mercatini di Natale, città d’arte, ma anche spa e mare.
Proposta numero 1: A Reggio Calabria per vedere i Bronzi di Riace e la mostra di Escher.
E cioè: Meno frequentata di molti altri capoluoghi italiani Reggio Calabria è una sorpresa. Si inizia con una visita al Museo del Bergamotto, «principe degli agrumi» e oro di questa terra per poi arrivare all’imprescindibile Museo Archeologico, con la stupefacente visione dei due bronzi trovati nei fondali di Riace Marina nel 1972 e dei pinakes, ex voto che tra il VII e il II secolo a.C. le giovani che desideravano sposarsi portavano al famoso Santuario di Persefone di Locri. In più, da ottobre e fino al 1° marzo 2026, al Palazzo della Cultura Pasquino Cupri è in corso una grande mostra dedicata all’artista olandese Escher, con cento sue opere, comprese quelle nate dai suoi viaggi calabresi.
Logicamente, ecco anche il link, Ponte dell’immacolata: 13 idee per partire | Vanity Fair Italia, qualora a qualcuno sorgesse il dubbio…
Ora, innanzi a tal suggerimento, ci si dovrebbe tutti sentire orgogliosi, felici d’esser cittadini di una Città degna d’essere indicata quale meta per uno dei ponti – intesi come giorni di vacanza, ovviamente! – più ambiti nel corso di un anno.
E invece, eccoci a disquisire di ecosistema urbano e di un rapporto di Legambiente, redatto insieme ad Ambiente Italia e al Sole 24 Ore, sulle performance ambientali di 106 capoluoghi di provincia.
Reggio Calabria s’è classificata ultima!
E tutti a sparar considerazioni, più o meno appropriate.
E tutti a pestar sui tasti del computer, o dello smartphone, per elaborare post social capaci di far capire che chi scrive ha capito di chi è la colpa: Reggio è ultima e… per colpa di chi, chi, chi, chicchirichì, cantava Zucchero…
Ora, per carità, magari in ogni famiglia della nostra Reggio si cela un esperto in materia, dunque chiunque ha scritto su tale argomento poiché personalmente competente o perché sorretto dalle delucidazioni fornite dal famoso cugino…
Tuttavia, un piccolo interrogativo sorge.
Fra i criteri che determinano il posizionamento, in classifica, di un capoluogo di provincia v’è, ad esempio, quello relativo ai passeggeri trasportati dal servizio di tpl nelle città capoluogo… E cioè, leggiamo nel documento: Per il quarto anno consecutivo continuano, seppur lentamente, a crescere i passeggeri trasportati dal servizio di tpl nelle città capoluogo, attestandosi però ancora su performance generali molto lontane dai livelli delle migliori città europee. Sale, inesorabilmente, il numero di vetture immatricolate e circolanti in ambito urbano, confermando come le nostre principali città siano enormi garage a cielo aperto con il parco auto tra i più grandi d’Europa.
Tali constatazioni stimolano l’annunciato quesito: io, tu, noi, sfruttiamo i mezzi pubblici? O anch’io, anche tu, anche noi, apparteniamo alla categoria che pretende d’arrivare con la propria automobile fin dentro al negozio o all’ufficio oggetto dell’esigenza del momento?
Una classifica, insomma, nasconde, nel suo retrobottega, l’analisi di molteplici fattori, molti dei quali legati alle abitudini, agli stili di vita, alle fisime del popolo che sul territorio, oggetto del rapporto, vive la propria vita.
Pertanto, senza qui volere assolutamente difendere qualcuno, colpevolizzando qualche altro, prendiamoci un impegno, tutti insieme: trascriviamo, a mano, con la penna, così ci resta meglio impresso, il concetto espresso da Doris Lessing – non c’è dubbio: la narrativa fa un lavoro migliore della verità – appendiamolo, bene in vista, in soggiorno. Forse, proprio noi, saremo capaci di scatenar quella rivoluzione di cui Reggio ha tanto bisogno: raccontiamo Reggio per quella ch’è, con orgoglio, con realismo, senza pregiudizio.
Logicamente, adesso, ci sarà chi obietterà che la mostra dedicata all’artista olandese Escher è stata rinviata, proprio alla vigilia della sua inaugurazione, a data da destinarsi: pertanto, si dirà, le solite cose riggitane…
Epperò, obiezione: Carolina Saporiti, la giornalista di Vanity Fair, indica, quali mete del viaggio in Città, dapprima il Museo del Bergamotto, quindi l’imprescindibile Museo Archeologico, per poi, in più, segnalar la mostra.
Mentre, sempre la Saporiti, considera la Città nostra meno frequentata di molti altri capoluoghi italiani. Tuttavia, chiosa, è una sorpresa.
Insomma, noi, in codesta sorpresa c’abitiamo: riusciamo, o, quanto meno, proviamo a raccontarla, almeno noi, popolo qui nato alla Vita, con sincerità, con gioia, con verità?
Ci diciamo d’esser nati in una Città a vocazione turistica: quale turista verrebbe in vacanza in una Città denigrata dai suoi stessi cittadini?
Riprendiamo in mano la coscienza nostra, lasciamo perdere quel che blatera il comiziante di turno, diamo a Reggio quel ch’è di Reggio: non possiamo esser proprio noi a calpestare, sempre e comunque, la dignità sua, ad imbrattare l’immagine sua, a raccontare anche qualche bugia, pur di certificare il fallimento di un’esperienza politico-amministrativa nata, diciamocelo, sulle ceneri di quel Modello Reggio che tanto male fece alle nostre tasche, alle nostre speranze, al nostro essere reggini…
Anche perché, fra qualche tempo, potremo, proprio noi, divenir protagonisti di quel che Karl Marx sosteneva: i fenomeni storici accadono sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa.
