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RED LAB GALLERY OPENING TODAY: RESIDENZA ARTISTICA “Chiedete al vento, all’onda, alla stella, all’uccello”

Per la terza edizione del programma di residenze artistiche promosso da Red Lab Gallery nella sede di Casamassella (LE)Agata Ferrari Bravo Thomas Michael Saccuman presentano un progetto performativo e scultoreo accompagnato da un intervento di Flavio Favelli. Il programma è realizzato in collaborazione con l’Associazione CON Red Lab e con la struttura ricettiva The apARTment.La residenza, a cura di Leonardo Regano, si è svolta dal 6 al 14 marzo 2026 e si conclude oggi con una presentazione pubblica aperta alla cittadinanza, che inaugura la mostra visitabile fino al 19 aprile 2026. Il progetto ideato da Ferrari Bravo e Saccuman prende la forma di un carro nomade con marionetteun grande uccello migratore, simbolicamente generato in Puglia, che incorpora la struttura di un carretto tradizionale. Sul dorso dell’animale è incastonato un piccolo teatrino: carro e uccello si fondono in un unico organismo ibrido, a metà tra creatura vivente e dispositivo meccanico.L’opera si presenta come un’entità enigmatica, appartenente a un universo non codificato, che richiama le visioni del Codex Seraphinianus di Luigi Serafini, come se fosse una pagina mancante proveniente da un mondo sconosciuto.Il carro non è un dispositivo autonomo: per muoversi necessita di essere guidato o trainato da due figure umane, anch’esse travestite, che instaurano con l’oggetto un rapporto simbiotico. Il nomadismo costituisce un elemento centrale del progetto: l’essere-carro è destinato allo spostamento continuo, a una migrazione potenzialmente stagionale, la cui origine resta volutamente ambigua. La sua condizione errante potrebbe essere il risultato di una catastrofe ambientale, ma la narrazione rimane aperta e sospesa. Radicato nel contesto salentino, il progetto integra materiali, tecniche e riferimenti locali. È centrale l’uso della cartapesta, così come la forma del carretto, che rimanda ai tradizionali calessi, storicamente fondamentali per gli spostamenti nel territorio. Questa relazione viene simbolicamente ribaltata: nella visione degli artisti è l’animale a essere trasportato, mentre l’essere umano assume il ruolo di forza motrice.Al corpo dell’uccello e al teatrino soprastante sono applicati piccoli oggetti raccolti sul territorio — conchiglie, sassi, semi, materiali di scarto — reintegrati come elementi decorativi e narrativi. Fondamentale è anche il processo di costruzione, inteso come gesto performativo: raccogliere, assemblare, dare forma, dare vita e infine mettere in movimento. Il carro è pensato per essere smontabile e ricostruibile in due parti — carretto e teatrino — così da consentirne il trasporto e la riattivazione in contesti differenti. L’opera si configura quindi come un organismo mobile e trasformabile, capace di adattarsi ai luoghi attraversati e di instaurare relazioni temporanee con i territori che incontra. Fase preliminare della residenza | 12 – 15 febbraio 2026La fase preliminare della residenza, svoltasi tra il 12 e il 15 febbraio, ha privilegiato l’incontro diretto con il territorio. Gli artisti hanno visitato officine di luminarie, depositi artigiani, negozi di antiquariato e tratti di costa in cui il mare accumula residui plastici e materiali di scarto.La scultura errante nascerà dall’assemblaggio di elementi recuperati in loco: frammenti di luminarie dismesse, plastiche corrose dall’acqua salmastra, oggetti abbandonati, strutture metalliche preesistenti, insieme a integrazioni lignee necessarie alla stabilità. Non si tratta di un gesto ecologico in senso programmatico, ma di una scelta estetica e materiale: lavorare con oggetti già carichi di tempo, segnati dall’uso e dall’esposizione, portatori di stratificazioni invisibili.Sul dorso dell’uccello sarà integrato un piccolo teatrino-altare costruito anch’esso con frammenti di luminarie. Inizialmente pensato come spazio per marionette in cartapesta, questo elemento rimane strutturalmente presente ma non necessariamente attivato come spettacolo. Lo spazio interno potrà accogliere configurazioni variabili, mantenendo una dimensione aperta e trasformabile. L’incontro con Flavio Favelli e il suo interventoAccompagna il progetto del duo Ferrari Bravo-Saccuman l’intervento di Flavio Favelli, che realizzerà un ambiente all’interno della galleria capace di accogliere e al tempo stesso mettere in tensione l’arrivo dell’uccello-carro.Il suo intervento si sviluppa a partire dagli stessi materiali raccolti nel territorio: frammenti di luminarie, plastiche consumate dal mare, oggetti segnati dal tempo. L’artista – che già nel 2012 aveva lavorato con materiali analoghi in Salento – costruirà uno spazio che non replica l’immaginario festivo delle luminarie, ma ne utilizza i resti, gli scarti, le parti dismesse, evidenziandone la densità storica, sociale e simbolica.L’ambiente fungerà da punto di approdo del percorso pubblico, creando una relazione dialettica tra interno ed esterno, tra attraversamento e stasi. La residenza si configura così come uno spazio di attraversamento tra pratiche, generazioni e immaginari, in cui costruzione, performance e racconto si intrecciano in una forma mobile, fragile e aperta — un dispositivo narrativo in continua trasformazione, profondamente legato al contesto che lo ospita.

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