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Ruben Curia Assessore regionale alla Sanità. E perché no?

Nell’anno del Signore 2021, Città del Sole Edizioni dà alle stampe un agile volumetto, fatto con 144 pagine ed una copertina, morbida, che, lasciandosi occupare da quel “Quarto Stato” che Giuseppe Pellizza da Volpedo dipinse nel 1901, lascia che il verde, che crea una sorta di velo, annunci, immediatamente, i contenuti del libro.

E se Goethe asseriva che grigia è ogni teoria e verde l’albero della vita, Rubens Curia, l’autore dell’agile volumetto, scrive di una riforma organizzativa ed etica della sanità. In Calabria. Per il bene dei calabresi.

Curia, il cui curriculum non stiamo qui a ripresentare, giacché il sol cognome suo richiama, immediatamente, alla memoria, anche del più sbadato, le lotte e le proposte e le intuizioni che da sempre contraddistinguono ogni sua giornata vissuta all’ombra degli ospedali di questa nostra Terra Calabra, nel 2021 spedisce in libreria un libro ch’è, di fatto, verifica e rilancio di quanto già redatto e messo a disposizione di chiunque nel 2018, sempre con Città del Sole Edizioni, nel “Manuale per una riforma della sanità in Calabria”.

La pubblicazione del 2021, invece, è titolata “Per una società partecipata”.

Ora, si starà chiedendo il curioso lettore, perché, proprio all’alba dell’ennesima settimana che sorge in punta all’Italico Stivale, dovremmo riprendere in mano due libri che, potrebbero, e ribadiamo, potrebbero apparir datati, superati dagli eventi e dalle decisioni che, inesorabili, accadono e mutano le sorti di quanti, qui residenti, s’ammalano?

Presto detto: intervistato da Santo Strati, su “Calabria Live” di domenica 12 ottobre 2025, il rieletto presidente della Regione Calabria Occhiuto, pungolato con le spine della calabra sanità, dice così: il prossimo obiettivo sarà quello di liberarci dalle camicie di forza del commissariamento prima e del piano di rientro dopo. Subito dopo, tornando dopo 15 anni nel pieno governo della sanità, saremo finalmente nel le condizioni di poter riformare radicalmente il sistema sanita rio regionale. Il nostro piano prevede l’accorpamento di tutti gli ospedali provinciali (sia Spoke che Hub) sotto uniche Aziende ospedaliere provincia li, con le Aziende sanitarie provinciali che invece saranno specializzate esclusivamente sull’assistenza territoriale (gestione e organizzazione delle case di comunità e degli ospedali di comunità, delle Aggregazioni funzionali territoriali, dei medici di medicina generale, delle guardie me diche, degli ambulatori, degli eroga tori convenzionati di prestazioni sanitarie). Con questa grande riforma avremo un’immediata ottimizzazione organizzativa, nella gestione delle risorse, del personale, dei posti letto.

Ebbene: ASO (Aziende Sanitarie Ospedaliere) e AST (Aziende Sanitarie Territoriali) sono al centro di proposte, lungimiranti dunque, che Rubens Curia argomentò nel “Manuale per una riforma della sanità in Calabria”. Tali proposte, insomma, vengono riprese, nel 2025 e dopo esser stato rieletto dai calabresi, da Occhiuto.

E non è tutto! È di qualche giorno fa, il 10 d’ottobre a voler essere pignoli, la notizia che annuncia che all’UNICAL s’alza il sipario sul Master di I Livello in Infermieristica di Famiglia e di Comunità (Tecnologie Digitali), un percorso formativo promosso dal Dipartimento di Farmacia, Scienze della Salute e della Nutrizione e volto a formare professionisti capaci di rispondere alle nuove esigenze dell’assistenza territoriale.

Tal bella notizia è stata tenuta a battezzo, fra gli altri, da Fausto Sposato, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cosenza e docente del CdL in Infermieristica e del Master: proprio Sposato, nel 2021, nel libro “Per una società partecipata”, su input del Curia, redige un’arguta e lungimirante riflessione sul ruolo, ch’è centrale, dell’infermiere di Comunità e di Famiglia.

Insomma: poiché le prove stanno tutte in bella vista, e a portata di mano, perché non chiudere velocemente la pratica, affidando a Rubens Curia l’assessorato regionale alla sanità?

Curia, tra l’altro, portavoce di “Comunità Competente”, ch’è un Coordinamento composto da 34 tra Associazioni, Fondazioni, Sindacati del Settore Sanità e singoli cittadini, costituito a luglio 2019 a Lamezia Terme, presso la Comunità Progetto Sud di don Giacomo Panizza, perché stanchi di delegare la programmazione e la gestione della tutela della salute in Calabria a una classe dirigente in gran parte incompetente e corrotta, costituisce un vero e proprio osservatorio sui fatti, i volti, le scelte, le paure, i sogni, che compongono quel gran mosaico grigiastro ch’è la calabra sanità.

Sarebbe l’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto.

Ma, ribatterà sempre quel curioso lettore, voi su che basi state per avanzar proposte? Per giunta di tal portata?

E mica la proposta è nostra! Noi sposiamo in pieno l’idea elaborata da Franco Arcidiaco, l’editore e giornalista che, a Reggio Calabria, e da Reggio Calabria, ha sempre guardato la Calabria sua con occhio paterno, sperando, fin da quando le Regioni divennero realtà, che quel gran carrozzone potesse trasformarsi in autentico e concreto fratello maggiore per ogni Città, piccola o grande che fosse, del Calabro Territorio.

E proporre Rubens Curia come Assessore regionale alla Sanità è, in fondo, l’ennesima prova d’amore, di Arcidiaco, verso la Calabria, una Terra, per dirla con Leonida Repaci, che potrà raggiungere la felicità sua con un po’ di sudore in più rispetto agli altri. Ma è raggiungibile, la felicità. Basta volerlo. Tutti.  

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