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Sala di Mosorrofa: storia di lettere e di buche, di delusione rabbiosa e di cassonetti spariti

La storia che qui stiamo per raccontare non ha, almeno per il momento, una conclusione.

La tela, che solitamente cala sul colpo di scena finale, stavolta è rimasta in alto, aggrappata a quell’asse che, dall’alto, assiste inerme all’astruso, accidentato cammino ch’è chiamata a compiere una cosiddetta segnalazione.

Ebbene sì, stiamo per raccontar la storia di una segnalazione, giunta, nei meandri burocratici dell’affascinante Palazzo di Città, o meglio, spuntata nella casella di posta elettronica di uno dei computer di uno degli uffici facenti parte della grande famiglia amministrativa del nostro Comune.

Ma, andiamo con ordine!

È il sei di marzo dell’Anno del Signore 2024 – esatto! Un anno e tre mesi fa! – e il dottor Francesco Sgrò, vicepresidente del Comitato di Quartiere “Comitato Pro Sala di Mosorrofa” scrive, invia una pec al sindaco della Città di Reggio Calabria. Segnala, il vicepresidente Sgrò, lo stato disastroso in cui versa la strada per arrivare a Sala di Mosorrofa, comprensiva della strada principale che la attraversa da sud a nord, in quanto caratterizzata da pericolose buche. E, allegando tante chiare e inequivocabili fotografie, comunica pure lo stato della traversa in via dei Pini 2, Sala di Mosorrofa, 89133 Reggio Calabria: la pavimentazione è stata letteralmente distrutta in diverse parti. Senza scordar la grave situazione in cui versa la strada interna di collegamento Cannavò – Sala di Mosorrofa.

Insomma, con chiarezza documentata, Sgrò segnala all’Amministrazione Comunale che un pezzo di territorio suo versa in cattive condizioni e, nonostante le tante segnalazioni già trasmesse, nonché le diverse denunce presso le autorità competenti (polizia locale e carabinieri), al momento nessuno ha mosso dito, né al computer, in ufficio, né per ripristinar le strade indicate.

Si sa, il mese di marzo porta annualmente con sé la primavera, tempo che induce a rallentare i ritmi lavorativi. Tant’è che la segnalazione del vicepresidente del “Comitato Pro Sala di Mosorrofa” resta a riposar su qualche computer.

E fu sera, e fu mattina, arrivò il febbraio del 2025 – esatto! Undici mesi dopo la suddetta segnalazione! – e il vicepresidente Sgrò torna, il 20 di febbraio, a scrivere, rammentando che non molti anni fa, i fondi per il rifacimento del manto stradale della via provinciale erano stati stanziati dall’Amministrazione Comunale: risorse che ad oggi non è dato sapere che fine abbiano fatto. Tuttavia, sottolinea immediatamente il vicepresidente Sgrò, a scanso di questioni che sono di competenza esclusiva dell’autorità giudiziaria, a cui ci si rivolgerà in caso di inadempimento, ciò che è importante e necessario per la cittadinanza consiste nella risoluzione dei problemi da parte del Comune, delle società interessate e di quegli organi che dovrebbero vigilare circa la garanzia dei servizi essenziali, onde prevenire situazioni di seria pericolosità o disagio.

Sbuca, quindi, il mese d’aprile, e il 9 Sgrò bussa ancora alla porta telematica dell’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria. Sollecita un intervento per risolvere il dissesto pericoloso e critico caratterizzante, da oltre un anno, la strada di collegamento San Sperato – Sala di Mosorrofa. E c’è da intervenire pure a San Sperato e in via dei Pini 2, Sala di Mosorrofa, 89133 Reggio Calabria.

Il 29 d’aprile – giorno in cui la Chiesa Cattolica fa memoria di Santa Caterina da Siena, che nel 1939 Pio XII proclamò Patrona d’Italia. E vuoi vedere che per intercessione della Santa Patrona d’ogni italico angolino… – il vicepresidente Sgrò è costretto a riaccendere il proprio computer, riscrivendo all’Amministrazione Comunale. Stavolta sottolineando che nel caso non verranno presi i dovuti e tempestivi provvedimenti si procederà ad esposto scritto presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, al fine di accertare le relative responsabilità, anche di natura omissiva.

Ora, probabilmente, l’Amministrazione Comunale non è riuscita neanche a rispondere alla, di certo stataci, telefonatina di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia, quindi pure di Sala di Mosorrofa, giacché nel maggio di quest’anno, precisamente il 20, il vicepresidente Sgrò è costretto nuovamente a scrivere per implorare, ci sia concesso il verbo, il ripristino del collocamento dei cassonetti stradali in loco, ingiustificatamente rimossi senza alcun preavviso in data 19/05/2025, lasciando solo ed esclusivamente la cosiddetta “campana” per la raccolta del vetro. Ebbene, premesso che tale provvedimento unilaterale sia stato adottato anche in parziale contrasto con quanto prevede l’attuale Regolamento Comunale e il Piano di raccolta della società Ecologia Oggi, pubblicato il 3 febbraio 2025 sul sito istituzionale dell’ente, in cui viene evidenziato che la zona di Sala di Mosorrofa, così come quella di Mosorrofa, rientra nell’Area C, dove è previsto il collocamento dei cassonetti stradali, e non la raccolta “porta a porta”, a differenza delle zone A e B della Città. E conclude, Sgrò, sottolineando che il servizio di raccolta dei rifiuti era stato gestito, fino a quel momento, in maniera egregia: lasciando però la zona sprovvista di cassonetti ci sarebbe stato il rischio che i residenti si sarebbero trovati a dovere usare i cassonetti rimasti – ma insufficienti – nelle altre zone, oppure ad abbandonare l’immondizia un po’ qua e un po’ là. Ma proprio questo è quello che i cittadini non vogliono essere costretti a fare.

Il 24 di maggio è l’intero Comitato a scrivere al Comune: gradiremmo risposta, e pure una spiegazione! E sì, perché i cassonetti posizionato sulla strada provinciale (prima di pervenire all’incrocio in via dei Pini, salendo da Reggio città, per intenderci) sono sì collocati fuori dalla carreggiata, ma in un punto che definiremmo pericoloso per coloro che si recano a conferire i rifiuti, in quanto strada a scorrimento veloce per le auto, con il rischio di incidenti.

Nel frattempo, poi, è pure Domenico Violi, residente nella famosa via dei Pini 2, a scrivere, a nome personale e dei tanti abitanti della zona, al Comune, per chiedere il ripristino dei cassonetti e la sistemazione della strada: è da circa sei anni che le 52 famiglie che abitano in via dei Pini a Sala di Mosorrofa distruggono le macchine, a causa delle pessime condizioni della strada.

Ora, però, la domanda sorge assai spontanea. E il Comune? L’Amministrazione Comunale?

Ebbene, il 14 di maggio 2025 il Settore 9 – Ambiente invia una pec, sollecitando la Ditta Ecologia Oggi a programmare, con ogni, dovuta urgenza, un nuovo e ulteriore intervento di pulizia dell’area in oggetto, comprensivo di rimozione dei rifiuti ivi presenti, e sollecitando il Comando reggino della Polizia Municipale di intensificare, trattandosi di abbandono indiscriminato da parte di ignoti, i servizi di vigilanza, al fine di scoraggiare il perpetrarsi di situazioni indecorose, a tutela della pubblica salute, dell’incolumità e dell’ambiente.

Cosa buffa è che in una delle missive è stato proprio il Comitato di Quartiere “Pro Sala di Mosorrofa” a sottolineare che alcuni, erroneamente o speranzosi che qualcuno vada a prelevarli, lasciano sacchetti attorno all’isolata campana per il vetro…

Insomma, poiché tutto resta irrisolto – le buche? La pavimentazione? I cassonetti? – a noi non resta che restare in attesa di nuovi sviluppi.

Rammentando, però, a noi stessi e, seppur sussurrandolo, pure all’Amministrazione Comunale, che Sala di Mosorrofa appartiene, con ogni diritto, alla Città di Reggio Calabria e, pertanto, va tutelata, custodita e, s’è del caso, messa in riga. In questo caso, però, meriterebbe solo tante scuse. Ma, assai assai…!

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