Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

Promossa dalla rivista e Centro Studi Confronti la presentazione della nostra ultima pubblicazione Un mondo in disordine. L’obiettivo di una pace giusta, a cura di Fulvio Ferrario, si terrà martedì 21 aprile alle 18.00 sulla piattaforma Zoom.
Il volume presenta al pubblico italiano la traduzione del documento Welt in Unordnung – Gerechter Friede im Blick, elaborato dal Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD), che rappresenta una delle riflessioni più autorevoli e approfondite del Protestantesimo europeo sui temi della guerra, della pace e della responsabilità etica nel contesto globale contemporaneo.
Partendo da una riflessione sul tempo che stiamo attraversando, che vede un “mondo in disordine”, segnato da conflitti armati, crisi geopolitiche, instabilità internazionali e nuove forme di violenza, e che mette la politica, la società e le Chiese di fronte a interrogativi complessi e ineludibili, discuteranno sul volume Paolo Naso (Centro Studi Confronti), Ilaria Valenzi (Sapienza Università di Roma), Debora Spini (New York University in Florence), Simone Morandini (Segretariato attività ecumeniche), e Heinrich Bedford-Strohm (Vescovo luterano, Consiglio ecumenico delle Chiese). L’ultimo intervento sarà tradotto in italiano da Marina Astrologo. Sarà presente il curatore Fulvio Ferrario (Facoltà valdese di Teologia di Roma) e modererà l’incontro Claudio Paravati (direttore Confronti).
Muovendo dalla tradizione biblica e protestante, per assumere come punto di partenza le esperienze di crisi del nostro tempo, il volume affronta le questioni etiche legate alla pace, intrecciando prospettive teologiche, sociali, politiche e giuridiche, e spaziando dalla deterrenza convenzionale e nucleare alle forniture di armi, dal servizio militare e civile obbligatorio fino alle nuove forme di conflitto, come la guerra ibrida e il terrorismo.
Senza cedere a semplificazioni, questo testo propone un ripensamento critico e aggiornato del modello ecumenico della “pace giusta”, radicato nella tradizione biblica e protestante, in una riflessione che si rivolge non solo ai credenti, ma a tutte e tutti coloro che, nel mondo della cultura, della politica e della società civile, avvertono l’urgenza di interrogarsi su come costruire, oggi, le condizioni di una pace giusta e duratura.
